Consigli per la visione

LE INNOCENTI – AGNUS DEI

 

Avvertenza: tenete sempre attivati i sottotitoli: li ho preparati per i soli dialoghi in polacco stretto.

Tratto da una storia vera.

Nella Polonia dell’ultima guerra, un convento di suore è assalito da soldati sovietici e molte suore violentate rimangono incinte. (Nella realtà le violenze si verificano anche durante l’occupazione dei soldati tedeschi.) Una suora convince la badessa riluttante a chiedere per le partorienti l’assistenza di un medico e riesce a trovare una dottoressa francese della Croce Rossa, coadiuvata in seguito da un medico ebreo. I contrasti tra le necessità di un’assistenza sanitaria e la difesa della purezza e del pudore di donne consacrate già seriamente violate, si fanno molto intensi. A ciò si aggiunge l’impreparazione di chi ha votato la propria vita alla castità (in molti casi si tratta di donne che erano vergini) difronte a esperienze come quelle della gravidanza e del parto.

Un film che non si risparmia la crudezza (si vede di tutto: dalla straniante immagine di suore ambulanti col pancione, ad un neonato che fuoriesce da un taglio cesareo, ad un parto seduto improvviso senza assistenza); ma che soprattutto è un’analisi di aspetti critici della femminilità, come è tipico dei film della regista.

Un tema, quello del film, che richiama i casi di stupri passati sotto silenzio, come quelli nei conventi, durante la guerra in Bosnia, o che avvengono all’interno della Chiesa non meno dei casi di pedofilia.

Un film di Anne Fontaine.

Con Lou de Laâge, Agata Buzek, Agata Kulesza, Vincent Macaigne, Joanna Kulig.

Titolo originale Les innocentes.

Drammatico – Francia, Polonia 2016

Durata 115 min.

Precedente Consigli per la lettura Successivo Consigli per la lettura

8 commenti su “Consigli per la visione

  1. Un bel film, una delle migliori “pellicole” del 2016 al pari di “Frantz”, “Animali notturni” e “Il cittadino onorario”, per citarne alcuni.
    Grande Zovvo, un vero cinefilo!

      • In tv si vedono tante fiction di religiosi che non fanno o dicono nulla da religiosi. Antropologicamente invece sono soggetti interessanti.

        • In tema di religiosi e vocazione religiosa rammenterei due film italiani: “In memoria di me” di Saverio Costanzo (2007) e “Il seminarista” di Cecconi (2013).

          • Film interessanti anche se l’essere film italiani mi tiene un po’ lontano. Ho visto il primo vari anni fa con un attore protagonista che all’epoca andava di moda, ma da quel che ricordo aveva il solo pregio di presentare alcuni problemi più che altro morali che minano dall’interno la Chiesa senza spiegarne l’origine e ancor meno illustrare delle soluzioni. Mi sono proposto di vedere il secondo da quando uscì, ma ancora non ho avuto occasione. Mi sembra in generale che il tentativo di fare certi film da un punto di vista laico che li renda più accettabili al pubblico, abbia il rischio di tradursi in una risposta già preconfezionata sul tema. E non è un caso se l’impressione che lasciano certi film è di problemi irrisolvibili e alla fine inutili e la cui risposta più pragmatica sia in definitiva il dimenticatoio.

  2. Massimiliano il said:

    Scusami, involontariamente ho cancellato dal mio account Mega il contatto con te, potresti reinserirmi? Indirizzo: SasoMax
    Grazie

I commenti sono chiusi.